13. Nomi di luoghi geografici (toponimi) usati come soggetto


Scelta e forma del nome di entità individuali geografiche

Un termine di indicizzazione che indica un luogo va presentato in forma concisa e diretta, riportando solo gli elementi indispensabili alla chiarezza dell’individuazione e privilegiando, laddove presente, la forma d’uso più comune nella lingua italiana corrente.

Esempi commentati:

Tevere (non: Fiume Tevere)

ma, evitando il ricorso alla qualificazione tra parentesi uncinate per la forma d’accesso preferita:

Isole Tremiti

Lago di Como
Monte Serra
Golfo di Trieste
Isola d’Elba
Isole Eolie

Negli ultimi due casi ci discostiamo dalla scelta presente nel Manuale applicativo del Nuovo soggettario che, nel § D.1 Nomi di canali, fiumi, isole, laghi, mari, ecc. opta per le forme Eolie <isole> e Elba <isola>, perché riteniamo preferibile privilegiare la forma diretta, confermata tra le altre fonti anche dalla formulazione presente nel sito istituzionale della Città metropolitana di Messina e in quello della Provincia di Livorno. Questa scelta risulta anche coerente con gli altri esempi sopra riportati.


Creta <isola> 

perché “Creta” è il nome comunemente usato e con il quale essa è più frequentemente citata e identificata anche nelle fonti istituzionali. In questo caso la qualificazione si rende necessaria per evitare ambiguità dato che la parola “creta” ha in italiano anche un altro significato.

Anche in questo caso ci discostiamo dal Manuale applicativo del Nuovo soggettario che opta per la forma “Creta UF Isola di Creta” senza l’aggiunta della qualificazione per disambiguarlo dal materiale, dato che nel Thesaurus del Nuovo soggettario Argilla (e non Creta) è il termine preferito per indicarlo.

Ma, nel caso in cui il termine di indicizzazione sia usato come qualificazione, per identificarne univocamente un altro, ad esempio:

 San Nicolò <Creta>

la qualificazione <Creta> sarà sufficiente per identificare univocamente la località senza bisogno di aggiungere “isola”.


Alcuni esempi di registrazioni di autorità:

250## $$a Isola di Fair
450 ## $$a Fair Isle

Si opta in questo caso per la traduzione italiana dell’originale inglese, perché comunemente attestata nella lingua italiana, e che è da preferire al solo termine “Fair” per la eccessiva genericità di quest’ultimo. Si aggiunge una forma non preferita col nome in lingua originale.

250 ## $$a Francia sudorientale
450 ## $$a Francia sud-orientale

250 ## $$a Nordamerica
450 ## $$a Nord-America
450 ## $$a America del Nord
450 ## $$a America settentrionale

250 ## $$a America centrale
450 ## $$a Centro-America
450 ## $$a Centroamerica

250 ## $$a Sudamerica
450 ## $$a Sud-America
450 ## $$a America del Sud
450 ## $$a America meridionale


Lingua e grafia dei toponimi

Per i nomi geografici si adotta la lingua e grafia italiana ogni qual volta esista una forma attestata e attualmente prevalente; in caso contrario si adotta la lingua originale:

Berlino
Lisbona
Colonia
Parigi
Pirenei

Mosca

Beirut

Chartres

Brighton

Alcuni esempi commentati di registrazioni di autorità:

In alcuni casi il toponimo in italiano esiste, ma rappresenta una forma desueta, che non rientra più nell’uso linguistico corrente italiano. In questo caso si preferisce la forma nella lingua originale. Si raccomanda di registrare altre forme attestate, anche se non prevalenti nell’uso corrente italiano, come forme non preferite, ognuna in un campo 450 della registrazione di controllo per il termine di indicizzazione.

250 ## $$a Passau
450 ## $$a Passavia

“Passau” è forma preferita perché corrisponde all'uso linguistico corrente italiano, nonostante il fatto che la forma “Passavia” sia attestata sia su Treccani.it Enciclopedia che su Wikipedia.it; si tratta di una forma non più in uso nell'italiano comune.

250 ## $$a Dubrovnik
450 ## $$a Ragusa <Croazia>

Nel caso in cui sia attestato l’utilizzo di due o più forme in lingue diverse, tra le quali non compaia una forma in italiano, si preferisce comunque la forma straniera prevalente nell’uso italiano corrente. Qualora questa non sia determinabile, si preferiscono nell’ordine le seguenti lingue: inglese, francese, spagnolo, tedesco, altre lingue in alfabeto latino.

L’inserimento come forma di rinvio di termini desueti, ma storicamente attestati nella lingua italiana è a discrezione del catalogatore qualora le ritenga utili come punti di accesso, ad esempio nel caso di indicizzazione di fondi storici:

250 ## $$a New York
450 ## $$a Nuova York

250 ## $$a Versailles
450 ## $$a Versaglia

250 ## $$a Bruges 

450 ## $$a Brugge
450
## $$a Brugga
450
## $$a Bruga Flandorum
450
## $$a Brujas
450
## $$a Brugghe
450
## $$a Bruxas


Toponimi bilingui di luoghi e città di confine

Laddove un luogo è indicato con due o più nomi in lingue diverse, entrambe considerate ufficiali, si adotta come forma preferita quella corrispondente all’uso linguistico corrente italiano. L’aggiunta della forma o delle forme varianti nelle lingue originali è in questo caso obbligatoria.

250 ## $$a Irlanda
450 ## $$a Eire  (denominazione ufficiale del Paese secondo la Costituzione del 1937)
450 ## $$a Ireland  (nome in inglese, seconda lingua ufficiale del paese)

ma

250 ## $$a Irlanda del Nord
450 ## $$a Northern Ireland

L’Irlanda del Nord non ha una lingua ufficiale, o quantomeno la questione è controversa, e l’inglese è la lingua maggiormente diffusa. In questo caso l’aggiunta della variante in irlandese è a discrezione del catalogatore.

 
250 ## $$a Sgonico 
450 ## $$a Zgonik (in lingua slovena)

250 ## $$a Brunico 
450 ## $$a Bruneck (in lingua tedesca
450 ## $$a Bornech (in lingua ladina)

250 ## $$a Monte Bego
450 ## $$a Mont Bégo (in lingua francese)

830 ## $$a Montagna delle Alpi Marittime situata al confine tra Italia e Francia

250 ## $$a Monte Bianco
450 ## $$a Mont Blanc (in lingua francese)

250 ## $$a Prosecco <Trieste>
450 ## $$a Prosek (in lingua slovena)

Si tratta del nome italiano di un comune di Trieste situato al confine con la Slovenia. In questo caso si rende necessario anche l’uso di una qualificazione per distinguere il toponimo dall’omonimo vino (cfr. § A.4 Uso delle qualificazioni).

250 ## $$a Trentino Alto-Adige
450 ## $$a Südtirol

La denominazione bilingue “Trentino-Alto Adige/Südtirol” è così attestata sul sito ufficiale della Regione, ma ai fini dell’archivio di autorità e del recupero dell’informazione, è sufficiente in questo caso aggiungere il rinvio dalla sola denominazione tedesca “Südtirol”.

250 ## $$a Fiume <Croazia>
450 ## $$a Rijeka

In questo caso la forma italiana è quella ancora prevalente nell’uso linguistico del nostro paese, contrariamente al caso, già citato, di Dubrovnik. L’accesso dalla forma di rinvio in lingua croata è opportuno.

250 ## $$a San Candido
450 ## $$a Innichen

250 ## $$a Bolzano
450 ## $$a Bozen

450 ## $$a Bulsan

N.B. Quando si inseriscono forme in lingue alternative a quella dell’accesso preferito, si utilizza comunque il campo 450 Variant access point - Topical subject, anche nei casi in cui il formato UNIMARC Authorities prevede l’uso del campo 750 Authorized access point in other language and/or script – Topical subject per forme in lingue o alfabeti alternativi, perché il campo non è attualmente gestito da Alma. Cfr. Unimarc manual. Authorities format, 3rd edition, edited by Mirna Willer. München, K. G. Saur, 2009


Uso delle qualificazioni

Nel caso di termini di indicizzazione riferiti a toponimi, si utilizza come qualificazione - inserita tra parentesi uncinate - la forma italiana del nome del luogo, se esiste una forma attestata e prevalente nell’uso attuale, altrimenti si utilizza la forma nella lingua originale.

Castro <Bergamo>
Castro <Lecce>
Don <fiume, Russia>
Don <fiume, Scozia>

Può essere opportuno l’uso della qualificazione nei casi in cui la si ritenga utile alla comprensibilità della voce di soggetto, in particolare quando essa possa risultare ambigua perché portatrice di più significati e vi siano quindi ragionevoli possibilità di fraintendimento.

 Séte <Francia>

 Si tratta di una città della Francia, ma, nonostante la presenza dell’accento acuto sulla “e”, potrebbe facilmente essere confusa con la voce omografa “sete”, nonché con il plurale di “seta”.


Gold Coast <Australia>

Gold Coast <Florida>

 In questo caso la qualificazione si rende necessaria poiché il toponimo Gold Coast è riferito sia ad una città australiana che ad una regione della Florida


Nomi di enti territoriali

È frequente l’uso nelle stringhe di soggetto di nomi geografici di enti territoriali, specialmente per quanto riguarda i nomi degli Stati (ad es., un libro sulla storia della Danimarca).

Di norma non si aggiungono qualificazioni alle espressioni che corrispondono agli Stati moderni e contemporanei e ai nomi delle città. Se attestate, si creano punti di accesso dalle forme varianti registrandole in Alma nel campo 450.


Alcuni esempi di registrazioni di autorità

Un caso interessante è quello di San Pietroburgo, città che nel corso della storia ha cambiato più volte denominazione a seguito dei diversi regimi politici che si sono susseguiti nel tempo.


250 ## $$a San Pietroburgo (forma italiana attestata e di uso corrente)
450 ## $$a Sanpietroburgo (necessario il rinvio altrimenti la ricerca dà esito nullo)
450 ## $$a Sankt-Peterburg
450 ## $$a Saint-Pétersbourg
450 ## $$a Pietrogrado (rinvio motivato dalla presenza del termine in molti dei titoli posseduti)
450 ## $$a Petrograd (forma traslitterata dalla lingua russa)
450 ## $$a Leningrado
450 ## $$a Leningrad (forma traslitterata dalla lingua russa)
830 ## $$a La forma preferita corrisponde a quella comunemente usata nella lingua italiana dal 18. secolo al 1914, e dal 1991 ad oggi; Pietrogrado usata tra il 1914 e 1923 e Leningrado, usata dal 1924 al 1991.

Si creano descrittori distinti, invece, quando il nome geografico non è più idoneo a rappresentare l’ente territoriale, perché mutato, soppresso o usato da più enti (cfr. REICAT 16.1.4):


250 ## $$a Ceylon (nome dell’ex colonia britannica fino al 1972)
830 ## $$a Nome usato per la colonia Britannica fino al 1972; dopo questa data usare Sri Lanka


250 ## $$a Sri Lanka
450 ## $$a Shri Lanka
450 ## $$a Sri Lankā Prajathanthrika Samajavadi Janarajaya
830 ## $$a Nome ufficiale dell'isola dal 1973 in poi; per il periodo precedente usare Ceylon

Si è aggiunta una nota 830 per mettere in relazione i due termini di indicizzazione, Ceylon e Sri Lanka, visto che l’uso del campo appropriato secondo UNIMARC - il 550 - crea attualmente una visualizzazione fuorviante della scheda bibliografica in OneSearch


Altro caso, presente anche nelle REICAT, è quello della Germania:

250 ## $$a Germania (forma usata per lo Stato tedesco fino alla fine della seconda guerra mondiale e dal 1990 in poi)
450 ## $$a Deutschland
450 ## $$a Bundesrepublik Deutschland <1990- >

250 ## $$a Germania <Repubblica federale> (forma usata per lo Stato della Germania occidentale nel periodo dal 1949 al 1990)

450 ## $$a Repubblica federale di Germania
450 ## $$a Repubblica federale tedesca
450 ## $$a Bundesrepublik Deutschland <1949-1990>
450 ## $$a Deutschland <Bundesrepublik>
450 ## $$a R.F.T.
450 ## $$a Germania Ovest

250 ## $$a Germania <Repubblica democratica> (forma usata per lo Stato della Germania orientale nel periodo dal 1949 al 1990)

450 ## $$a Repubblica democratica tedesca
450 ## $$a Deutsche Demokratische Republik
450 ## $$a Deutschland <Demokratische Republik>
450 ## $$a R.D.T.
450 ## $$a D.D.R.
450 ## $$a Germania Est


Analogamente, si adottano accessi distinti anche per i casi di città che hanno subito divisioni nel corso della loro storia. Il caso di Berlino è in questo senso emblematico. Nell’archivio di autorità avremo tre termini di indicizzazione:

Berlino

Berlino Est
Berlino Ovest
 

In questi casi può essere utile anche esaminare la scelta fatta dalla CDD. La T2 della WebDewey prevede per Berlino, oltre alla notazione T2 –43155 Berlino, due numeri distinti: T2--431552 Berlino Est e T2--431554 Berlino Ovest.


Nomi di zone, quartieri, vie e piazze

I nomi di quartieri, rioni, vie, piazze o specifiche zone di città sono da accompagnare sempre con la qualificazione geografica che indichi la città di appartenenza.

In Alma l’indicazione della città, è ricercabile da Authorities > Soggetto, indipendentemente dal punto nel quale è presente nel termine di indicizzazione, quindi anche se inserita come qualificazione tra parentesi uncinate. Anche in OneSearch il recupero dell’informazione avviene anche per il termine inserito tra parentesi uncinate nella registrazione di autorità in Alma.

Alcuni esempi:

Quartiere Casette <Lanuvio>
Quartiere Zen <Palermo>
Quartiere Nuovo <Trieste>
Rione Monti <Roma>
Sestiere di Cannaregio <Venezia>
Piazza del Duomo <Parma>
Piazza del Duomo <Siena>
Piazza del Campo <Siena>
Piazza dell’Arcivescovado <Pisa>
Piazza Tasso <Firenze>
UF Piazza Torquato Tasso <Firenze> (il nome ufficiale “Piazza Torquato Tasso” non ha garanzia bibliografica. Anche LCSH compie la stessa scelta http://id.loc.gov/authorities/subjects/sh2002001444)
Via Appia
Via Appia <Roma>
(la qualificazione è usata per indicare il tratto della Via Appia che attraversa la città di Roma)
Via Cavour <Firenze>

Per i nomi di specifiche zone di città straniere, il principio della forma concisa e diretta impone comunque l’uso del nome proprio dell’entità senza preporre qualificazioni come “quartiere” o simili:

Piccadilly street <Londra>
Piccadilly Circus <Londra>
Batignolles <Parigi>
non Quartiere Batignolles <Parigi>
Kreuzberg <Berlino> non Quartiere Kreuzberg <Berlino>
Wiener Platz <Colonia>
Berliner Platz <Stoccarda>
Park Avenue <Baltimora>
Park Avenue <New York>
Park Avenue <Dublino> 


Centro storico vs. Centri storici: parti generiche di luoghi appartenenti a entità individuali (Toponimi nella relazione intero/parte: classi di uno)

Affrontiamo qui un caso in cui le soluzioni Alma per le biblioteche SBART divergono dalle indicazioni del Nuovo soggettario e del GRIS: il caso dei centri storici di città.

La Guida all’indicizzazione per soggetto del GRIS, par. 3.3.3.2. Indicazione dell’entità individuale, p. 78, osserva:

"Quando manca il nome proprio, ma si riconosce un rapporto di appartenenza spaziale o strutturale […] con un’entità che ha un nome proprio l’entità individuale è indicata dalla combinazione di più termini di indicizzazione: il nome comune, usato al singolare per fare riferimento a un concetto individuale, e il nome dell’entità che include quella rappresentata. Il nome proprio precede, secondo il normale ordine di citazione." Lo stesso concetto è ripreso da Nuovo Soggettario. Guida al sistema italiano di indicizzazione per soggetto a p. 63 e dal Manuale applicativo, §A.1.

Secondo queste fonti normative si dovrebbe quindi avere :  Firenze – Centro storico, nonostante che il termine di indicizzazione nell'archivio di autorità sia "Centri storici", attraverso un meccanismo detto della "variante sintattica", per cui un termine al plurale può essere usato nella stringa anche al singolare, senza che vengano meno le funzioni di controllo dell'archivio di autorità.  Questa funzionalità, però, non è supportata da Alma.

 Anche per questa ragione, si propone, nel caso di una entità individuale che costituisca una generica ripartizione di un luogo che vada espressa con una combinazione di termini, di creare un unico termine di indicizzazione col nome proprio del luogo seguito da punto, spazio e il nome comune della ripartizione al singolare, quindi:

Firenze. Centro storico   606 $$a Firenze. Centro storico

non

Firenze - Centro storico
  606  $$a Firenze $$x Centro storico

ma:
Siena – Periferie
Firenze – Quartieri


Il centro storico di Firenze è infatti una entità individuale, e si preferisce quindi farvi riferimento con un solo termine di indicizzazione, piuttosto che con una stringa. È la stessa soluzione scelta da SBART per le parti di entità individuali architettoniche (Cattedrale di Santa Maria del Fiore <Firenze>. Cupola). Come per le parti di entità architettoniche, la soluzione scelta da SBART si discosta da quanto prescritto dal Manuale applicativo (A.2.2.1.1 Toponimi nella relazione intero/parte: classi di uno) che suggerisce la costruzione di una stringa utilizzando una forma singolare di “Centri storici”, variante sintattica rispetto a quanto previsto dal vocabolario.